La politica nostrana non smette mai di stupire. Gli argomenti a tema che da qualche tempo girano su i social ,e su qualche blog, è lo stato dell’arte delle Ferrovie sud est in Salento.
Premessa . Argomentazioni apprezzabili che dovrebbero essere il denominatore comune ,ricordiamo, della politica – quella al netto delle desiderate non pagate- una volta che il popolo sovrano la investe di rappresentarli in toto. Politica che ha la “responsabilità” di dare indirizzo, sempre se si ha una visione d’insieme prima e di lungimiranza poi, nel saper vedere per il bene comune a medio e lungo termine soluzioni pro territorio e popolazione. Bene comune ,che cronaca alla mano, non ha mai riempito gli animi e gli occhi di chi è deputato a scegliere , nell’urna elettorale, i suoi rappresentanti che disattendono la funzione preminente che si può sintetizzare nella frase di De Gasperi : “politica vuol dire realizzare”
Ma ritorniamo alle Ferrovie sud-est. Secondo la politica la struttura trasporti , in Salento, su rotaia è ferma agli anni 60 del secolo scorso. Le lacune “attenzionate” da ottimi comunicatori-politici,è incentrata sulle discrasie funzionali di un servizio pubblico.
Al primo posto i ritardi, imputabili alla lentezza per una ferrovia non in sicurezza con mezzi obsoleti, alla mancanza di vettori elettrici e di conseguenza agli impianti; alle stazioni ormai chiuse senza personale sostituite da quella automazione che ha privato il rapporto umano tra chi è deputato ad offrire un servizio e chi è ad usufruirne.
A dare contezza di queste inchieste la stessa azienda Ferrovie Sud Est- nuova gestione- ha demandato un sondaggio sul grado di gradimento dei servizi offerti . I dati hanno ulteriormente sottolineato come l’ente soffra ancora di un passato gestionale doloroso.
Per non farsi mancare nulla ciliegina sulla torta – degna di ogni torpido mistero italiano repubblicano- la rovinosa questione giudiziaria delle Ferrovie Sud-Est Srl finita in bancarotta – fatti accadudi dal 2001/ 2015- e inclusa nelle ferrovie dello Stato nel 2016 con ferite ancora evidenti mentre lavori in corso d’opera per un riammodernamento atteso proseguono da anni .
Suggerimento: rivedersi , canale YouTube, le puntate- dell’Indiano del bravissimo giornalista -salentino- Danilo Lupo e gli articoli di cronaca a tema di quel periodo per rendersi conto di come questo paese soffra di metastasi quando viene meno il “chi controlla chi”.
Insomma in Salento con i suoi 196 km di linea ferrata su un totale di non meno di 473 km coperti dall’ente in Puglia, è palese comprendere come un servizio infrastrutturale dalle grosse potenzialità ( vista l’arteria strategica che copre su un territorio a vocazione turistica e – incredibile ma vero- dinamico) – potrebbe essere una metropolitana di superficie protesa a cambiare il volto del Salento
Metropolitana atta a ridurre lo scandaloso uso-smodato- del trasporto privato e di quello pubblico su gomma che cozza con un opinione pubblica dagli intenti di salvaguardare il territorio dagli abusi con rovinose ricadute su inquinamento, traffico ecc… Come di dire : predicare bene e razzolare male? … Siamo alle solite ovviamente buoni per una messa per ambientalisti e salutisti
Altra nota poi quella del politico dalle buone intenzioni che per rilanciare l’uso del mezzo ferrato partorisce l’idea del viaggio “a gratis”.
Il viaggio “a gratis” è probabilmente la frase ad effetto che farebbe felice portoghesi e affini ma la legge di mercato prima e le norme poi definiscono come il titolo di viaggio anche di un euro è il contratto che si stipula a tempo tra chi offre un servizio e chi usufruisce .
Mi chiedo se veramente si ha una visione !
Quindi non meravigliamoci se il problema e sempre li e con le pezze a colori copriamo carenze e affini a beneficio di pressapochisti e tuttologi di cui, francamente, potremmo farne a meno.