Per le prossime elezioni amministrative in città, la scena politica locale vede la presenza di varie forze, tra cui gruppi caratterizzati da buone intenzioni ma ancora in fase di definizione delle azioni concrete. Questi gruppi stanno lavorando, anche in incontri riservati, nella speranza di formare coalizioni più o meno strutturate per presentarsi alle elezioni. Siamo al terzo tentativo di competere per un seggio nel prossimo governo cittadino, che seguirà i due mandati di Pippi Mellone come sindaco.
Tra queste figure in cerca d’autore per una futura candidatura non possiamo non annoverare la “novità” degli “ex fu melloniano”ovvero di coloro che hanno visto nascere e crescere il proprio consenso politico nella compagine del governo uscente ricoprendo per affinità, intenti e fiducia posizioni privilegiate ed ora da dissidenti – magia della redenzione politica- rivendicano o millantano -fate vobis- titoli e meriti maturati sul campo tanto da proporsi come valida alternativa nelle vesti di potenziali primo cittadino… si pecca in modestia a quanto pare !
Non mettiamo in dubbio che il loro disegno machiavellico possa trovare consenso e partorire una coalizione costruita su misura intorno al loro ego e votarsi a un team di santi protettori per sperare almeno di arrivare negli scranni dei consiglieri di opposizione . E sarebbe già una vittoria.
L’ostacolo di tanta, presunta, presunzione è dettata da un piccolo ma consistente parametro che probabilmente come successo nel 2016 fu non valutato : il fattore umano dell’elettorato neritino.
Chi avrà l’onore e l’onere di coprire il ruolo di potenziale candidato dovrà misurarsi con dieci anni di governo uscente che non ha vissuto sugli allori e , ironia della sorte, loro stessi hanno alimentato e sostenuto o perché coinvolti nella comunione di intenti saldamente sul carro dei vincitori o bastion contrario negli scranni dell’opposizione.
In proiezione temporale da qui alla primavera del 2027 l’elettorato neritino dovrà fare i conti con dialettiche, ammiccamenti, corteggiamenti che possono degenerare in rafforzativi dalla punteggiatura dubbia per rimarcare ora un concetto o venir fuori da una rissa verbale sui social . Saremo testimoni di azzuffatine per opera di un orda di candidati più di forma che di contenuto, votati a demolire i crediti di dieci anni di “buon”governo uscente. Ovviamente tutto finalizzato a demoltiplicare la percentuale di consenso nell’urna elettorale per quella nota manciata di voti utili per uno scranno . Dato non meno trascurabile sarà a giochi fatti trovarsi sul carro dei vincitori il consigliere X o il consigliere Y volubile eletto pronto al salto della quaglia ( attività ginnica deputata ai voltagabbana) alla prima avvisaglia di una mancata desiderata . Un dato di fatto dal sapore da vecchio conio politico visto che da dieci anni non è emerso nelle file degli obiettori di Mellone un leader catalizzatore per consenso e contenuto tale da preoccupare i fini melloniani con Sodero Sindaco.
Agli effetti stroboscopici per opera degli incantatori di serpenti che si dileggiano sui social con esilaranti monologhi senza non citare gli scapigliati, gli arrabbiati ,i tuttologhi del tanto al chilo ,per arrivare ai temerari politici che negli scranni dell’opposizione non si sono mai risparmiati a rintuzzare con sentita e vibrante critica l’amministrazione uscente; il 2027 sarà la loro grande occasione per mettersi in gioco e raccogliere nell’urna elettorale anni di semina, sempre se saranno eleggibili visto cosa è successo nel 2021 dove tromboni, trombette e pifferi tirarono i remi in barca o peggio tradirono candidati sindaci in coalizioni placebo millantando sui social che avrebbero portato acqua al mulino ora di gigino ora di gigetto …
Per chiudere un dato interessante .
Nel 2021 , l’anno d’oro di Mellone, nel secondo mandato su quattro candidati sindaci : Falangone nel centro sinistra con 5 liste – m5s-PD-futuro comune-nardò progressista -collettiva, prese 3.124 (15,02%) di preferenze; Stefania Ronzino con la sola civica Nardò Bene Comune 1.260 (6,06%) di preferenze; Frasca Cosimo Damiano – con ben 4 civiche Forza Nardò- Cambiamento per Nardò- Nardò civica -Nardò futura 1007 ( 4,84%) di preferenze; contro un Mellone che si propose all’elettorato con 9 liste : Pippi sindaco di tutti; Liberi e Popolari; Libra; Difendere Nardò; Andare Oltre; Nardò Bene comune; Noi per Nardò ; Obbiettivo Comune; Avanti Nardò; voti 15.408 (74,08%) di preferenze .
Per la legge dei numeri ( dati 2021) : elettori iscritti 29.669; votanti 21.080 (71,05%) ; non votanti 8.589; schede bianche 46; schede nulle 235;
Un successo plebiscitario che ricordiamo se per assurdo si potessero sommare i voti di :
- Non votanti 8.589; Falangone 3.124; Ronzino 1.260; Frasca 1.007 si arriverebbe più o meno a 13.970 che non avrebbe sortito l’effetto sperato per lo scranno più alto; di contro il frazionamento dei voti permise di premiare i più suffragati delle liste civiche nella coalizione del vincente Mellone e del secondo posto ricoperto da un Falangone del centro sinistra quasi inesistente palese il divario di voti e ancora peggio per i restanti due candidati vittime del fuoco amico.
Fermo restando defenestrazioni in zona Cesarini da parte degli accoliti melloniani, di ripensamenti da parte degli elettori latitanti e ,non meno importante, di trovare un leader catalizzatore ,tutto sarà possibile alle prossime amministrative ma un dato certo appare già alle prime avvisaglie di incontri carbonari e affini : il fascino dei ricorsi storici è un’attrattiva troppo appetibile … citando il titolo di una canzone di Jimmy Fontana : “Chi vivrà vedrà “ ….