C’è la sensazione di un’aria nuova che inizia a soffiare dal Salento verso Bari. Negli ultimi giorni, anche grazie ad un nostro articolo del 31 luglio scorso che ha aperto la riflessione, il nome di Pippi Mellone, sindaco di Nardò, è uscito dai confini della sua città per affacciarsi con decisione sullo scenario regionale. Non più soltanto come suggestione o ipotesi, ma come possibilità concreta di candidatura alla presidenza della Regione Puglia per il centrodestra.

Mellone ha scelto di rompere gli indugi nel modo che più gli è congeniale, utilizzando un’intervista fiume e con un video virale sui social in cui parla di “cambiamento radicale” e di una “Rivoluzione pugliese”. Parole forti, dirette, che non passano inosservate con un linguaggio che richiama quello usato nel 2016, quando si presentò ai neretini promettendo di “ribaltare il tavolo” e iniziò una stagione amministrativa che, indubbiamente, ha lasciato il segno.

Mellone ama definirsi “eretico di destra”, ricordando radici in Azione Giovani e Alleanza Nazionale, ma con la capacità di dialogare con chiunque, purché nell’interesse della comunità. È questo stile a renderlo una figura diversa da molti politici tradizionali con un profilo schietto, popolare, lontano dal linguaggio paludato dei palazzi.

Nardò è stata il suo laboratorio politico; da qui ha costruito una rete di relazioni che oggi va oltre il Salento, toccando il Tarantino, il Brindisino e persino il Foggiano. Eppure è soprattutto la sua dimensione umana, quella di amministratore vicino ai cittadini, che lo rende evidentemente riconoscibile.

Scendere in campo per la Regione non è una scelta semplice e Mellone stesso lo ha ammesso. Infatti significherebbe lasciare la fascia tricolore, la città che lo ha visto crescere e che ancora oggi lo segue con affetto. Ma le sfide più grandi, si sa, chiedono sacrifici. “Lo farei solo davanti a una proposta seria, capace di portare in Puglia il cambiamento radicale che ho praticato nella mia città”, ha sostenuto nelle interviste dei giorni scorsi.

Il centrodestra pugliese, intanto, appare ancora alla ricerca della quadra, poiché i nomi circolano, ma nessuno è stato ancora ufficializzato. In questo vuoto di certezze, Mellone ha trovato spazio per alzare la voce e dire “ci sono anch’io”. Una voce che potrebbe diventare proposta politica, se Roma deciderà di puntare su un profilo fuori dagli schemi, popolare e radicato.

Sul fronte opposto, anche il centrosinistra vive un momento delicato con la candidatura di Antonio Decaro che, pur data per probabile, non è ancora blindata. Segno che la partita, contrariamente ai sondaggi che la danno già chiusa, resta tutta da giocare.

Ciò che colpisce di Mellone, al di là dei posizionamenti e delle alchimie di partito, è la capacità di parlare con passione alla propria terra. Nelle sue parole torna spesso il tema del Salento, non come periferia dimenticata ma come centro di energia, cuore pulsante di una Puglia che chiede voce e riscatto, ripetendo da giorni che “il terremoto che serve alla regione può avere qui il suo epicentro”.

Che diventi davvero il candidato presidente o resti l’outsider più discusso, una cosa è certa: Pippi Mellone ha già impresso la sua impronta sulla campagna elettorale pugliese. Lo ha fatto a modo suo, con il linguaggio diretto dei social e la forza narrativa di chi crede in un progetto ed è proprio questa combinazione, umana e politica insieme, a renderlo oggi uno dei protagonisti più osservati della scena regionale.